Se si riconosce tanto il ruolo dei quartieri nel determinare la qualità della vita di una collettività quanto l’importanza del legame emotivo degli abitanti con gli spazi a loro più prossimi, occorre promuovere azioni che contribuiscano a rafforzare (o ricreare) tale legame.
Secondo Kevin Lynch, “ciascun individuo, nella propria soggettività, instaura con lo spazio urbano un insieme di relazioni (di riconoscimento, di accessibilità, di orientamento, di percezione ecc.) che determinano il livello di affezione ad un luogo e la capacità di quest’ultimo di generare emozioni, riferimenti simbolici e senso di appartenenza”4.
In questa relazione fra abitanti e quartiere, il ruolo dei piccoli spazi aperti di prossimità diventa centrale nel tentativo di offrire maggiore qualità di vita a tutte e tutti nell’esperienza quotidiana della città.
Talvolta l’attenzione rivolta agli spazi di prossimità si collega a processi partecipativi incentrati sul legame esistente tra una comunità specifica e un singolo spazio senza prendere in considerazione il contesto più ampio in cui lo spazio s’inserisce o le relazioni esistenti o possibili con altri spazi residuali presenti sul medesimo territorio.
A questo proposito, “concepire gli spazi aperti come una presenza episodica e frammentata genera inevitabilmente problemi di degrado, conflitti fra aree e contesti diversi.[...] Viceversa, pensare “a sistema”, all’insieme di tutto ciò che è presente, anche se operazione complessa, comporta inevitabilmente dei vantaggi [...]. Il singolo spazio aperto, se inserito all’interno di una visione più ampia, di un sistema appunto, acquistando un preciso ruolo grazie alla sua particolarità e alla sua collocazione spaziale, può diventare generatore di riqualificazione e rigenerazione.”5
Applicando questo approccio di sistema agli spazi urbani residuali6, pensati come spazi in attesa di un’opportunità, si può sperimentare un processo di attivazione della partecipazione civica che superi i confini del rapporto diretto fra un gruppo di abitanti e uno spazio specifico: attraversando una porzione rappresentativa dello spazio urbano è infatti possibile individuare e analizzare più spazi residuali, metterli in relazione e ripensarli in quanto sistema anziché singoli episodi scollegati fra loro.